facendo appello alla grande passione e al grande amore che nutro per Termoli – città che sento pienamente mia – al crescente impegno sociale ed ambientale che soprattutto negli ultimi anni mi ha visto crescere e “combattere” per costruire percorsi alternativi alla normalità – idee come democrazia partecipativa, risorse ambientali e bene comune, comunità nel senso di persone che crescono insieme nell'armonia e nella condivisione, impegno per costruire economie alternative attente alle risorse locali e alla salvaguardia dell'ambiente e del territorio – alla scelta di lavorare nella cooperazione sociale ed internazionale e intorno a tematiche ambientali ed energetiche sostenibili, ho deciso di impegnarmi in una nuova sfida, entusiasmante ed impegnativa allo stesso tempo: propormi come candidato – in una lista civica – alle prossime elezioni comunali di Termoli.
Quello che vi chiedo, con semplicità e onestà, è di valutare questa “proposta” e condividere con me questa possibile nuova sfida. Di sicuro la promessa che sento di farvi – e le promesse per me sono molto importanti – è che, con tutte le fragilità e i miei limiti umani e personali, cercherò in ogni momento di prendere delle decisioni con un bagaglio personale molto forte: i valori umani, sociali, economici e relazionali dati dall'incontro con ogni persona nell'arco della mia giovane vita.
Un caro saluto, Paolo Marinucci
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Paolo Marinucci (Cellitte)
Nasco a Termoli nel 1977 da papà Antonio e mamma Maria.
Trascorro buona parte della mia infanzia e dell’adolescenza tra gli scogli della “banchinella del porto”, quando si poteva ancora giocare ad “acchiappare le pelose”, il trabucco di zio Pasqualino con le sue antenne protese sul mare, la casa di nonno Carlo “dentro il paese vecchio” e la Federazione del vecchio PSDI a Campobasso, dove nonno Nicola mi portava e dove rimanevo ore ad ascoltare vecchi nonni che si raccontavano le sofferenze della Guerra, l’impegno dell’antifascismo, le prime battaglie dei braccianti per avere la propria terra.
Essendosi i miei trasferiti a Porticone, sono cresciuto sperimentando le gioie e le fatiche della periferia, incontrando, però, nuove realtà come gli amici del quartiere, con cui d’estate si giocava a “misirillo” fino a notte fonda, i compagni di scuola e la parrocchia, con i tanti pomeriggi trascorsi all’oratorio e l’attesa della domenica per fare il chierichetto.
Dopo aver frequentato l'Istituto Tecnico Industriale a Termoli, mi sono iscritto all’Università di Ancona dove ho conseguito la laurea in Ingegneria Informatica e dell'Automazione.
Appena laureato, ho avuto l’opportunità di cominciare a lavorare prima alla Denso e poi in Bosch dove mi sono occupato di “processi industriali”.
Dopo qualche anno, però, non riuscivo più a coniugare quell’ambiente e le motivazioni che sostengono il tradizionale sistema economico-industriale con la mia formazione umana.
L’ambiente familiare, i miei nonni e i miei genitori in particolare, la parrocchia con le sue attenzioni sociali, l’impegno nelle associazioni, nel volontariato, nella cooperazione internazionale, nel corso degli anni hanno contribuito a scatenare in me la voglia e il desiderio di promuovere e gestire le mie competenze su questioni più “etiche” e “sostenibili”, pensando, soprattutto, all’urgenza di coniugare in maniera inscindibile il “dire” e il “fare”.
L'aderenza tra le scelte di vita e il modo in cui viviamo devono avvicinarsi sempre più.
Per questo motivo ho deciso di lavorare, cosa che faccio tuttora, nella cooperazione sociale ed internazionale, occupandomi di commercio equo e solidale, di questioni ambientali, di ricerca di energia da fonti rinnovabili e di indagini ambientali.